BIOBIBLIOGRAFIA
a cura di Ugo Fortini e Antonio Paolucci

 

“REALTA E POESIA”, , binomio classico della pittura del Vero. Ma la Realtà cosa sarebbe in pittura, senza il soccorso della Poesia? L’Epifania del Vero può essere fermata e sublimata solo da quel processo intellettuale - Metalogico - che chiamiamo Poesia. Perché la Poesia ferma il tempo, sospende l’inesausto processo che conduce noi e le cose nel flusso della vita. Vedere con occhi limpidi, cuore caldo e mente serena, e dividere con noi il privilegio della visione secondo Poesia. Questo è il destino dell’Arte, questo è il mestiere del pittore, quando il pittore è, come Marcello Bertini,” Poeta del Vero” .           
Antonio Paolucci 

‘Ecco allora qual è, scesa nelle orfiche profondità e riscattata, ormai raccolta in sintesi, indefinita, tormentata, la pittura dell’anima che penetra le opere bertiniane, dove la fantasia consente il sogno che non ha limite: travalica, va al di là, verso invisibili approdi più alti di ogni definito’.                        
Ugo Fortini 


Fiori, interni, paesaggi dell’amata terra…Amorevole pretesto per accedere alla segreta intimità che pittura mi offre…Passando attraverso gli irti e meravigliosi ostacoli del segno, alchimie cromatiche raggiungono stanze segrete dell’anima’.                                                                                                                 
MarcelloBertini

                               
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Marcello Bertini, pittore e incisore, nasce nel 1946 a Porto di Mezzo (Firenze), storico borgo fluviale sul fiume Arno, antica via marittima, commerciale e militare della Firenze rinascimentale, verso il porto pisano e l’Europa. Appassionato d’arte fino da giovane e assiduo frequentatore dei musei fiorentini, stimolato anche dal padre Giuseppe, dirigente alla Galleria degli Uffizi. Dopo avere conseguito la maturità tecnica, si iscrive al corso di pittura della scuola d’Arte fiorentina di Porta Romana. Studia con rigore forme e cromie avvalendosi di severi studi sui chimismi cromatici e le dinamiche del colore, perfezionati, successivamente da un corso di specializzazione all’Università di Pisa, volto alla sperimentazione fisica echimica della materia (intensità, lunghezze d’onda, temperature e impatto psicologico).

A contatto con la variegata fucina artistica fiorentina degli anni settanta, matura la sua scelta pittorica e sentimentale .Colorista appassionato e romantico, intraprende un percorso, che porterà negli anni, la sua ricerca ...verso quei luoghi senza tempo, dove sono custodite le segrete armonie delle cose...(Giovanna M. Carli), da “LaScatola Magica e il Silenzio delle Cose“,2005....Di questo pittore incline all’incanto continuo ad apprezzare la meraviglia incontaminata che alimenta, sotterranea, quella che è l’esaltazione poetica di una natura ideale, un mondo sospeso fra realtà ambientale ed eden immaginifico…,(Giovanni Faccenda) da ”L’incanto Struggente”,2004.

Principali fonti di ispirazione: la grande madre natura, il paesaggio, gli oggetti di un quotidiano dimesso, le nature silenti, gli interni di studio.…Paesaggdai cieli caratteriali, fiammei, scenari di un reale costantemente svisato e ricompostoreinventato, nutrito nell’animo segreto e poetico del pittore; vite silenti dalle splendide modulate paste cromatiche intrise di luce fra le cui gamme colorali, nell’ansia di trattenerne significati reconditi, annidano enigmi; interni dove sono raffigurati, con intensa liricità e sapore intimistico , i luoghi della quotidianità dell’artistadove si respira un’atmosfera carica di suggestioni pittoriche tra sospese luci e incombenti ombre che celano misteri … (Ugo Fortini), da “La Pittura senza Tempo di Marcello Bertini”, 2008.


Da queste fonti nascono gli ”Amorevoli Pretesti”… Cosi li chiama Bertini. I compagni di viaggio della sua  personale ricerca di bellezza, attraverso  mondi Reali e Metareali, che tracciano  inconfondibilmente il suo viatico principale di artista.


Febbrile e incessante la sua ricerca, dagli anni giovanili della  formazione ad oggi, concentra studi e applicazioni, su fisica, chimica e analisi di ogni tipo di materiale atto a un impiego creativo. I suoi laboratori da sempre sono delle officine di ricerca, dove si sperimentano le dinamiche colorali nelle sue varietà, nelle sue applicazioni e nelle sue magie… In questi luoghi nascono, tra materia, misteri e sentimenti, le tematiche tanto amate dall’artista.


‘Lo studio per Bertini, da spazio fisico assurge a luogo di cambiamento, di sublimazione della realtà…  ‘Luogo di riflessione e di trasformazione , quando non di rovello e macerazione estetica’.(Ugo Fortini)

Già dalla prima metà degli anni Settanta si susseguono le sue esposizioni personali che spaziano per tutta Italia e all'estero. Arrivano i successi, i primi riconoscimenti ufficiali, con le prime committenze: illustrazioni di libri, grafica per riviste ed altre pubblicazioni, copertine, manifesti, ecc.

L’amore per l’arte segna la sua vita. Vive in un antico casale della campagna Toscana, a Gigliola di Montespertoli, ameno borgo del Chianti fiorentino. Lavora negli studi d’arte di Gigliola e Lastra a Signa, (terra delle sue radici) nell’antica fortezza brunelleschiana, sul fiume Arno. “I luoghi segreti dell’anima” come definisce Ugo Fortini gli studi del pittore toscano “Luoghi di meditazione, di mutamento e di trasformazione della Realtà, luoghi dei luoghi per eccellenza, dove le atmosfere che si godono e si soffrono, segnano spesso la vita dell’artista”.

Mostre e pubblicazioni

A partire dal 1980 le sue opere (dipinti anche di grandi dimensioni) entrano a far parte di importanti collezioni in Italia e all'estero. Espone in prestigiose gallerie d'arte, instaura con alcune un particolare assiduo rapporto, fra queste: Nuovo Sagittario, Milano; Florence Art Gallery, Firenze; Il Quadrato,Milano; La Tavolozza, Cuneo;Colonna, Brescia; Bonaiuti, Siena. Negli anni '90 pubblica la monografia ’Marcello Bertini, dipinti, disegni, grafica’, Ed. Palazzo Ghibellino, Empoli, pp. 96. In codesti anni la svolta decisiva: s'impone all'attenzione di autorevoli critici d'arte, escono vari e pubblicazioni che vanno ad arricchire la sua nutrita bibliografia, mentre susseguono esposizioni in siti istituzionali e note gallerie d'arte quali: Bongiovanni, Riccione; Valiani, Pistoia; Arte Fiera, Bologna; Arte Expo, Bari; Palazzo Datini, Prato; Sotheby's Gallery, Londra; Art Exhibitions, Boston, USA; Golfo dei Poeti, Lerici; Art Expo, Bruxelles; A.Turelli, Montecatini Terme. A cura del Comune di Signa esce, con la presentazione critica di Ugo Fortini, il catalogo: “Bertini,realtà e poesia nel gioco magico del colore”, Ed. Masso delle Fate, Signa 2000, pp. 112.Pubblica, con la presentazione critica di Tommaso Paloscia: M. Bertini, ’Poesia per immagini’, La Spezia 2001, pp. 64.A cura della Provincia di Firenze, esce il Catalogo delle opere dell'ultimo periodo, esposte alla Galleria di Via Larga in Firenze, con il commento critico di Pier Francesco Listri: “Di Marcello pittore segreto di fiori e di paesaggi” Firenze 2002, pp. 48.

Espone nella storica Villa Bottini di Lucca, presentato a catalogo da Maurizio Vanni:’Visioni di Natura’, Ed. Polistampa, Firenze 2003, pp. 48.È presente all'Artefiera di Bologna e all'Istituto per il Commercio di Bordeaux. l'Istituto Termale di Gambassi si dota di una sua opera di grandi dimensioni. Nel marzo del 2004, a Firenze, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana e ad Arezzo, al Museo Civico d'Arte Moderna e Contemporanea, viene presentata la monografia dal titolo “L'Incanto struggente” a cura di Giovanni Faccenda, con testi di Ugo Fortini, Umberto Cecchi, Ed. Masso delle Fate, Signa 2004, pp.124. La pubblicazione sussidia quattro importanti mostre: Spedale di S. Antonio Lastra a Signa; Palazzo Casali, Cortona; Palazzo Panciatichi Covoni, sede del Consiglio Regionale della Toscana; Palagio di Parte Guelfa. Dona alla Pinacoteca del Consiglio Regionale della Toscana una sua importante opera.La Banca di Credito Cooperativo di Signa acquista un'opera di alta levatura che viene collocata nella direzione generale dell'istituto.Esegue, per la Sala Giunta dei Comuni di Signa e Lastra a Signa, due grandi opere a tempera grassa. Introdotte da Giovanni Faccenda con L'incanto struggente le personali: allo Spedale di S. Antonio di Lastra a Signa e a Palazzo Casali di Cortona. Presentato da Dino Carlesi, espone a Empoli presso il Centro Culturale Misericordia.A fine anno 2004 due ampie personali: allo storico caffè d'arte Ceccarelli di Follonica e al Convento della Madonna di Lunata di Lucca.Dona la seconda opera alla Pinacoteca del Consiglio Regionale della Toscana.

Nel marzo 2005 si conclude “L’incanto struggente” con la personale a Palagio di Parte Guelfa di Firenze.Nel maggio la suggestiva esposizione di Ruralia 2005 –‘Bertini - Toscana, misteri ed emozioni ‘a Villa Demidoff, Vaglia, a cura della Provincia di Firenze.A giugno 2005, promosso dagli enti: Regione Toscana, Accademia Musicale, Accademia Arte Firenze, Regione Corsica, l'appuntamento espositivo di Bertini nel salone Le Bastion di Porto Vecchio, Corsica. A dicembre in anteprima, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana, in via Cavour a Firenze, vengono presentati alla stampa: la monografia Bertini,’’La scatola magica e il silenzio delle cose’’, a cura di Giovanna Maria Carli, con testi di Antonio Paolucci, Dino Carlesi, Ugo Fortini, Ed. Polistampa, Firenze 2005, pp.176 e il Calendario d'Arte 2006, nel quale si ripetono le tematiche artistiche di interni di studio, Ed. Masso delle Fate, Signa; pubblicazioni che sussidiano la rilevante personale promossa dal Comune di Campi Bisenzio, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Roma; Regione Toscana - Presidenza del Consiglio Regionale; Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, Provincia di Firenze -Presidenza; Comune di Firenze, tenuta a Villa Rucellai nel dicembre 2005-gennaio 2006. Su invito del Comune di Campi Bisenzio esegue un trittico di grandi dimensioni, a tema, per un luogo istituzionale dell'Ente.

Nell'aprile-maggio 2006 la personale in Versilia a Pietrasanta, nella Sala delle Grasce del Convento di S. Agostino, presentata in catalogo da Lodovico Gierut e Ugo Fortini: Bertini – ‘Dalle rive dell'Arno alla Versilia – ‘Le sintesi tonali del pittore fiorentino’, Ed. Masso delle Fate, Signa 2006, pp.64. L'importante rassegna, promossa dal Comune di Pietrasanta, rientra nel prestigioso calendario artistico-culturale della città per l'anno 2006. In questa mostra Bertini presenta una serie di opere particolari realizzate con tecniche d'affresco su vecchi manufatti in cotto e su intonaci e calci. La mostra va sotto l'egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Roma;della Regione Toscana, Consiglio Regionale; della Provincia di Firenze e della Provincia di Lucca. Settembre-ottobre 2006, personale al West Florence di Campi Bisenzio, e la partecipazione alla Rassegna Artistica della Fiera del Levante di Bari e alla 20° Esposizione Internazionale di Lugano - Svizzera. Novembre 2006, personale allestita nel Palazzo di Vetro della Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari – Lucca, patrocinata da Regione Toscana - Consiglio regionale,Provincia di Lucca - Presidenza, Provincia di Firenze - Presidenza, Comune di Porcari. Nell'occasione pubblica:’Interni, isegreti luoghi dell'anima’, Ed. Masso delle Fate, Signa 2006, pp. 48. Cura il catalogo e il commento critico Ugo Fortini, con i contributi di Antonio Paolucci, Dino Carlesi, Giovanna Maria Carli, Umberto Cecchi, Giovanni Faccenda, Lodovico Gierut, Pier Francesco Listri, Tommaso Paloscia, Maurizio Vanni. Dicembre 2006, personale: “Figurazione. Sintesi e nuovi linguaggi”, Sala Valli, Ponsacco, organizzata dal 'Palazzo', presentata da Giovannna Maria Carli.Gennaio 2007, collettiva, “Pittori intrincea”, presso Archivio di Stato di Firenze, a cura di Giovanni Faccenda, in collaborazione con Nicola Nuti e Galleria Spagnoli.

Febbraio 2007, per la riapertura del noto Teatro Dante di Campi Bisenzio, dona all'Ente locale l'opera: ‘Storia e poesia’, trittico su tavola, cm. 300x320. Partecipa all'incontro dedicatogli, organizzato dagli Amici dei Musei di Firenze, nella sede di via Alfani, relatori: Carla Guiducci Bonanni, Pier Francesco Listri, Domenico Viggiano.Partecipa al congresso di archometria Arte e colore - storia e tecnologia, organizzato dal CNR- IFAC di Firenze, con una relazione sulle applicazioni cromatiche nella realizzazione di opere d'arte, presso l'Auditorium del Conservatorio Cherubini. Giugno 2007, espone al Villaggio Valtur di Ostuni-Brindisi, su invito della Galleria Spagnoli.

Luglio-settembre 2007, espone a Barga - Lucca -, ospitato nelle Stanze della Memoria e nel contempo a Castelvecchio Pascoli, nelle sale della foresteria di Casa Pascoli. La rassegna, organizzata dal Comune di Barga, Fondazione Pascoli, Comunità Montana Garfagnana, Comunità Montana Mediavalle del Serchio e dalla Provincia Di Lucca, si avvale dei patrocini di Regione Toscana - Presidenza Consiglio Regionale - e Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino. Per l'occasione viene pubblicata la monografia, curata da Giovanni Faccenda:“Bertini, dipinge Pascoli, misteri luci, colori e poesia nella Valle del Serchio”, con scritti di Umberto Sereni, Guelfo Marcucci, Cristina Acidini, Giovanna Maria Carli, Nicola Nuti, Ugo Fortini, Ed. Polistampa, Firenze 2007, pp.176.Dal 6 ottobre al 26 novembre 2007 espone c/o il Centro per l'Arte Otello Cirri a Pontedera - Pisa, presentato da Dino Carlesi. La rassegna, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Pontedera, si avvale del patrocinio della Provincia di Pisa e Fondazione 'Piaggio'. Per l'occasione pubblica,a cura di Ugo Fortini, il catalogo: “Bertini, lirismi e magie colorali 1997-2007”, nel quale sono raccolti i contributi critici di Cristina Acidini, Antonio Paolucci, Ugo Fortini, Giovanni Faccenda, Pier Francesco Listri, Umberto Cecchi, G. Maria Carli, Lodovico Gierut, Fabrizio Moretti, Tommaso Paloscia, Maurizio Vanni, Ed. Bandecchi& Vivaldi Editori, Pontedera 2007, pp.48.

Aprile-maggio 2008, espone al Museo Archeologico di Fiesole. La rassegna, promossa dal Comune di Fiesole e Fiesole Musei, ha per titolo: 'Dove la poesia diventa luogo. Anzi tempo’ curata, insieme al catalogo, da Giovanni Faccenda, patrocinata della Regione Toscana - Presidenza Consiglio Regionale e Provincia di Firenze - Presidenza, si avvale di un sostanzioso catalogo con testi di Giovanni Faccenda e Ugo Fortini, Ed. Masso delle Fate, Signa 2008, pp. 80.Settembre 2008, Settimana dell'Arte: Villaggio Valtur, Simeri, Catanzaro, Galleria Spagnoli. Ottobre-Novembre 2008, Personale alla Galleria Valiani, Pistoia, dal titolo: ‘La pittura senza tempo del verismo toscano’, presentato in catalogo da Ugo Fortini, mostra patrocinata dalla Brigata del Leoncino.

Febbraio 2009, espone con la galleria Spagnoli nella crociera di S.Valentino, con meta Barcellona.Luglio-Agosto 2009 espone nello storico giardino di Collodi e Villa Garzoni con la mostra’La Toscana di Pinocchio’, Bertini ambienta le vicende del burattino più famoso del mondo nel suo paesaggio, ricco di atmosfere di grande suggestione.Ottobre-Novembre 2009, espone nell’antico brunelleschiano Spedale di S. Antonio, di Lastra a Signa, evento promosso dal Comune di Lastra a Signa, sotto il patrocinio di Lastra dal titolo’Dal fiume al borgo al contado’ curata, insieme alla nutrita monografia, da Giovanni Faccenda e Ugo Fortini, con testimonianze critiche di: Antonio Paolucci, Cristina Acidini, Giovanna Maria Carli, Dino Carlesi, Pier Francesco Listri, Umberto Cecchi, Lodovico Gierut. La monografia edita da Masso delle Fate, Signa, 2009.

Settembre-Ottobre 2010, espone nel palazzo della Fondazione della Banca del Monte, piazza S. Martino, Lucca. La mostra ed il catalogo (edito da San Marco, Lucca) curati da Marco Palamidessi ha per titolo "Il segreto Svelato" organizzata dalla Fondazione della Banca del Monte di Lucca, patrocinata dalla Regione Toscana (Presidenza Consiglio Regionale), dalla città di Lucca, dal settembre Lucchese e dal Comune di Lastra a Signa.

Maggio 2011, espone nella prestigiosa rassegna d’arte “Massaciuccoli, il lago degli artisti” a cura di Lodovico Gierut, presso le Scuderie Granducali di Serravezza (MS).Maggio-Giugno 2012, partecipa alla mostra “Versilia”, a cura di Lodovico Gierut, nello storico locale Giubbe Rosse di Firenze.

Giugno 2012, partecipa su invito della Regione Toscana (Consiglio Regionale) alla mostra in onore dei 500° anniversario della scomparsa di Amerigo Vespucci, curata da Gianpiero Iacopini, Palazzo Panciatichi, Firenze. Luglio-Agosto 2012, espone alla galleria il Marzocco di Barga (LU) con la mostra ‘Magie del paesaggio’.Settembre 2012, partecipa alle settimane dell’arte che si tengono al Villaggio Valtur di Baia Samuele con la galleria Spagnoli.Ottobre 2012, espone con la mostra 'Lo Studio e l’opera’ a cura di Lodovico Gierut, Villa Paolina, Museo Civico di Viareggio.Novembre-Dicembre 2012, partecipa alla rassegna Arte e Sport nell’anno delle Olimpiadi, a cura di Gianpiero Iacopini, organizzata dalla Regione Toscana (Consiglio Regionale), Palazzo Panciatichi, Firenze.

Maggio 2013, espone con la mostra “La Musicalità Dei Colori Nella Poetica Del Vero”, a cura di Lodovico Gierut e Ugo Fortini, Museo Ugo Guidi - Logos Hotel, Forte Dei Marmi. Nel Dicembre 2013 partecipa ad EXPO ARTE a Barcellona.Maggio 2014 partecipa alla mostra “Effetto Frana, arte, pensiero, persone” promossa dal Comune di Montespertoli a cura di Giovanna Maria Carli, catalogo edito da NOE Edizioni, Palazzo Comunale, Montespertoli (FI).

Nel Giugno 2014 partecipa alla mostra ‘Artist journey in Europe ‘ alla EuropeanCommission di Bruxelles, mostra a cura di Gigliola Fontanesi e Lodovico Gierut, sotto il patrocinio del Vice-Presidente Antonio Tajani, Bruxelles presso Palazzo Berlaymont, Sede dei Commissari dell'Unione Europea.Sempre nel Giugno 2014 partecipa alla mostra organizzata in occasione del centenario della Società Sportiva Signa 1914, “Settimana Giallo-Blu", Signa, Firenze.Nel settembre/novembre 2014, espone con la mostra “Alchimie fra colori e Poesia nella Pittura del Vero” presentata da Giovanni Faccenda con i contributi di Antonio Paolucci e Ugo Fortini. Promossa dal Comune di Pontassieve, al Polo espositivo Casa Rossa. Con i patrocini di Regione Toscana, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, in collaborazione con Polo Museale e Soprintendenza di Firenze, Accademia delle Belle Arti di Firenze ed iComuni di Lastra a Signa e Montespertoli
Il 2015 è l’anno dell’evento Cina. Il Maestro Marcello Bertini viene selezionato dalla Regione Toscana per un soggiorno di un mese a Nanjing (Nanchino), città gemellata con Firenze. Il programma prevede la produzione di opere legate al contesto storico del paese che, insieme alle opere sul paesaggio toscano, partecipano a esposizioni in importanti luoghi istituzionali delle varie città. Oltre a questo prevede lo studio ad un progetto artistico sulla storia e la cultura cinese tramite la partecipazione a studi, incontri e convegni con l’Università e le realtà locali, delle città ospitanti: Nanchino, Wuxi e Shangai. Alcune opere del maestro sono adesso esposte stabilmente in prestigiosi musei e pinacoteche cinesi.
Il Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, che ha proposto la sua candidatura, scrive:”Siamo felici ed orgogliosi che un artista dalle radici e dalla storia del nostro territorio, dopo una lunga e severa selezione, sia stato scelto dalle autorità cinesi e dalla Regione Toscana, per questa importante iniziativa che consolida il forte legame fra la patria del Rinascimento e l'antica capitale della cultura cinese

Nel giugno 2016 Bertini è ospite nello splendido borgo federiciano di S. Miniato (Pi) dove espone a cura di G. Mannucci e A. Mancini nello storico palazzo Roffia con ’ Magie e Incanti di una realtà Poetica’. Settembre 2016, espone a Torre del Lago Puccini, con una mostra sulle opere del Maestro a cura di Lodovico Gierut. Giugno 2017, Bertini è di nuovo a Torre del Lago Puccini con la mostra in onore del Maestro ‘ Omaggio a Giacomo Puccini - Vissi d’arte, vissi d’amore’ a cura di Lodovico Gierut e Marilena Cheli Tomei.
Agosto 2017 partecipa a un progetto ideato e curato dalla storica dell’arte Giovanna M. Carli in Sardegna nel paese di Neoneli  (OR)  con una Master class, e una personale dal titolo ‘Il paesaggio di Neoneli e la Toscana. Tra materia e luce, tra natura e sogno’, dal 20 agosto al 20 ottobre 2017. Con opere sugli aspetti paesaggistici e sul tema della grande tradizione viti-vinicola che accomuna le due regioni.  In particolare i comuni di Neoneli e S. Casciano val di Pesa.  Ottobre 2017, espone con una personale on line, dal titolo: ‘Magie colorali di una realtà poetica’,  organizzata dalla galleria fiorentina ‘Firenzeart’, dove l’artista è presente con altre opere. Indirizzo web:  ‘ www.firenzeart.it

 

Si sono interessati alla sua opera valenti operatori artistici e prestigiosi critici d'arte; fra questi:
Cristina Acidini, Andrea Baldinotti, Mario Bucci, Rinaldo Frank Burattin, Dino Carlesi, Giovanna Maria Carli, Maria Luisa Cason, Umberto Cecchi, Giovanni Faccenda, Ugo Fortini, Lodovico Gierut, Delio Granchi, Pier Francesco Listri, Giovanni Lombardi, Andrea Mancini, Mario Mazzocchi, Fabrizio Moretti, Marco Moretti, Elvio Natali, Armando Nocentini, Nicola Nuti, Sergio Pacciani, Marco Palamidessi, Tommaso Paloscia, Antonio Paolucci, Dino Pasquali, Aldo Rettori, Paola Scuffi, Umberto Sereni, Faustina Tori, Maurizio Vanni, Marcello Vannucci

 

Brevi cenni, estratti dall’Antologia della Critica del Maestro Marcello Bertini, che può essere consultata nella sua totalità sul sito web, alla voce CRITICA 

Cristina Acidini  (Barga e Castelvecchio Pascoli 2007)
Bertini a questo incontro,si presenta con la forza vitale della sua pittura e prima ancora del suo disegno. È il disegno infatti che anzitutto capta e propone la ritmica dei partiti geometrici sottogiacenti nelle cose: gli spigoli delle coste rupestri puntate verso il cielo, le linee spezzate delle chiome di alberi maestosi, l’incrocio spontaneo – e quanto elegante – delle falde dei tetti accostate a testuggine, il mosaico spoglio delle facciate ristrette l’una all’altra, come a voler proteggere dalla curiosità o dal pericolo la vita dei paesi e dei loro abitanti. Nei quadri poi il colore si addensa a costruire muraglie o si scioglie nel riflesso in uno specchio d’acqua, si slancia negli scuri pennacchi dei cipressi e si aggroviglia nei rami degli ulivi, adombra atmosfere silenti o fruscianti in cui si può ancora distinguere l’eco nella quale affondano le nostre radici culturali [toscane], così vive da alimentare tutt’oggi fioriture di immagini come quelle che Bertini ci regala. Cristina Acidini

Giovanni Faccenda  (Fiesole 2008)
Da tempo incamminata verso orizzonti di palpitante lirismo,  la pittura di Marcello Bertini mostra oggi, in una suggestiva quanto coerente attualità, alcune intime implicazioni che allargano ed approfondiscono la sua stessa dimensione narrativa. Basterebbero certi scorci dipinti nella luce mattinale di un autunno che rispecchia la malinconia dell’esistenza, per realizzare quale toccante sentimento abbia ispirato ed accompagnato Bertini, in tempi recenti, al cavalletto. Poco importa se tale impegnosi è consumato en plein air o nel suo studio: contano, al contrario, i risultati, che assapori sempre più serrati entro un recinto severo. Dopo aver albergato tra Barga e Castelvecchio, nei luoghi che furono del suo Pascoli, ora Bertini raggiunge Fiesole, offrendosi all’incanto che già ebbe ad ammaliare molti illustri viaggiatori. Sul finire dell’Ottocento, Böcklin - solo per citare un luminoso esempio - scelse come sua ultima dimora Villa Bellagio a San Domenico; de Chirico ne raffigurò successivamente, in alcuni fondali, la sagoma metafisica del colle; Xavier e Antonio Bueno vi trascorsero un volontario esilio fino all’ultimo dei loro giorni. Giovane liceale, io stesso, qui, incontrai Primo Conti, e tanti altri indimenticabili ospiti, fra i quali Mario Tobino, che viveva in via Bandini, all’ombra della Vecchia Fiesolana: la strada più bella del mondo. So, dunque, cosa è, cosa può rappresentare Fiesole agli occhi di un uomo e di un pittore sensibile come Bertini.
                                                                                               
Ugo Fortini  ( Pistoia   2000 ).
 Quella di Bertini è opera, in ogni sua espressività, emozionale. Ha forza, genialità, stile. La pittura è risolta con ispirata poesia; talvolta attraverso altissime suggestioni e con accostamenti tonali, anche sul piano tecnico, di grande effetto. Si veda, per esempio, quando affronta àquide superfici, apparentemente impaludate, immote, ma nelle quali invece s'inabissano misteri, sotto innocenti rispecchi di casolari e d'erborei cigli sorpresi nel loro doppio, collocati con studiate geometrie e complessi tagli, col proposito di contenere l'esplodere di lirici azzardi di brani di cielo dalle inusitate atmosfere o, con gesto del tutto pittorico e con effetti di luce (strumenti tipici di Bertini), con l'intento di esaltare le bellezze, ricche di contrasti, di quel caratteristico paesaggio palustre. Come accennato all'inizio di quest' " approdo ", il dono nonsubordinato di sedurre con la grafica,"Con la malia del tratto", come scrive Goethe in " Almanacco delle Muse " riferendosi all'estro del pittore di raffigurare l'immagine con il solo segno, sta nell'abilità non comune che Bertini possiede di quest'arte, appresa alla Scuola del Disegno nel periodo giovanile e della quale, ancora più affinata, ne conserva il magistero che gli consente di realizzare, anche sul piano formale, opere dal rigoroso impianto geometrico e prospettico sempre versato in spazi scrupolosamente decisi. C'è in lui una febbre pittorica che lo spinge a sintetizzare verso gamme colorali in dicroico contrasto, giacché quel contrasto sente insito nell'immenso respiro del creato. "Dipingo- mi dice -con gli occhi rivolti alla natura, alla realtà che mi circonda ; con l'ansietà d'interpetrarla nei suoi tristi o lieti passaggi, nella sua pluralità di sensi e significati, nascosti nel significante". Da ciò le simbologie colorali, l'estremo dualismo che caratterizza gli arcani contrari, sui quali Bertini fonda la propria poetica.
Dino Carlesi  (Pontedera 2006)
“LE STRADE DELL’INVENZIONE CREATIVA”, non sono solo patrimonio dell’informale e dell’astrazione: l’opera di Bertini testimonia quanto una visione oggettiva del mondo reale consenta spazi di libertà inventiva e di novità espressiva. -Forse per questo Bertini non si è lasciato mai travolgere dall’astrazione allettante dell’arbitrio e dalla forzatura a tutti i costi! L’artista è sempre se stesso, “dipinge sempre se stesso” (scriveva il Croce) e realizza armonia e misura in rapporto al proprio io: anzi, le cose esistono se l’artista le fa sue, se le coordina mentalmente, se va a scovarsele in un’interiorità che precede la stessa realtà in nome della memoria creativa.Gli “interni” di Bertini: opere figurative ma che trascendono il reale per stemperarsi in liquidità coloristica di mirabile efficacia lirica, quasi l’urgenza poetica premesse per svincolare l’immagine dalla sua realistica identità

Giovanna Maria Carli  (Campi Bisenzio, Fi 2005)
“I COLORI FANTASTICI”, siano essi più o meno vicini a una osservazione dal vero, sono ottenuti per mezzo di una faticosa, scrupolosa quanto ardimentosa e incessante ricerca cromatica che la critica ha definito di alchemica derivazione. La bravura coloristica di Bertini è indubbia e prende spunto dall’osservazione del vero come pretesto, per poi sciacquare l’impronta realistica nelle sfere emozionali e psichiche, dove si sedimenta il vissuto delle cose. - I fondi in cui Bertini mette in scena la piéce che ha come protagonista uno o più vasi di fiori, accompagnati da libri, vasi vuoti o con pennelli, teiere, brocche, frutti, piatti, bottiglie, oggetti tratti da un quotidiano dimesso, sono trattati con una varietà cromatica sorprendente con lo scopo di far risaltare nella sua regalità l’epifania floreale come specchio del Sé. - I suoi sono paesaggi che ancora oggi possiamo scoprire nella nostra Toscana e la sua pittura, il suo vasto catalogo sul genere, ci offre una mappa per giungere agli incanti poco distanti da noi. Rifuggendo dal didascalismo di maniera e avendo escluso per scelta poetica la rappresentazione della figura umana – egli vuole il paesaggio protagonista – Bertini è capace di infondere alle proprie creazioni una sorta di rispetto reverenziale.

Umberto Cecchi  ( L’incanto Struggente  2003)
“IO, FRA LE OPERE DI BERTINI”,  preferisco i paesaggi: quelli che si aprono sulla tela come le pagine di un libro, e che mostrano con un orgoglioso pudore i colori di una terra fascinosa, quasi sfacciata nella sua voglia di donarsi. Impudica nella sua bellezza. Preferisco il racconto che si sofferma agli angoli delle strade e cerca di aprire cancelli serrati su misteriosi giardini dove il colore gioca con le ombre e i rami delle piante scrivono sulla superficie di cieli d'un azzurro intenso, storie brevi piene di nostalgia. Ricche di tradizioni. I racconti di gente antica, con nell'animo un qualche ultimo lampo di ironia etrusca. I cancelli di Bertini sono strade sul lungo sentiero dell'esistere, nessuno può dire quando si apriranno per permettere ancora di riprendere il cammino, né quando si chiuderanno dietro di noi, per segnalare che il viaggio è finito 'fra quattro zolle di sole e il rubino del vino/ fra un cespo di viole e te amor mio vicino', come scriveva quello sciagurato meraviglioso poeta che fu Omar Khayyam, uno dei poco capaci di mettere in poesia la sintesi fra colori, sapori, luci e amori. Certo: i cancelli di Bertini, quelli chiusi all'angolo della strada, quasi nascosti al passo della gente, con le sbarre accecate da lenzuoli di latta che impediscono di guardare oltre. Perché quell'oltre è solo nella fantasia del pittore. E' nel destino. E ci si potrebbero scrivere storie senza fine su questi cancelli ciechi che formano caleidoscopi di colori con il verde degli alberi, il bruno dei rami, il rosso di un tetto nascosto, l'azzurro del cielo mimetizzato fra nuvole basse e cariche di promesse.
Maurizio Vanni  ( Lucca 2003)

Se è vero che nei quadri di Bertini c'è movimento, pulsione e tensione cromatica, è altrettanto certo che è proprio il soggetto floreale (con il quale è facile cadere in banalità decorativa) a offrirsi a noi con un'imponenza quasi maieutica. Il fascio di fiori, nato dalla galassia dei suoi gesti, come per magia si compone e si ricompone in un unicum ambientale di estrema coerenza. Libera da ogni pregiudizio, la mente di Marcello desiste dall'intendere la singola cosa come tale, provando a percepirne solo l'essenza. . Anche nei suoi paesaggi Marcello ci propone una ricerca cromatica continua, nel tentativo di mutare sistematicamente i rapporti dei volumi con il fondo, e dei colori caldi con quelli freddi. La sua potrebbe essere considerata una evocazione smisurata ed essenziale sul tema della natura che viene fatta rivivere, anche in chiave intimistica, proprio attraverso i bagliori delle sue luci e il movimento ritmato dei suoi piani. Ogni paesaggio potrebbe rappresentare la pagina di un personale libro che cerca di offrire una visione autentica, ed emotivamente coinvolgente, di un incontaminato rapporto con il mondo e con le cose. [.] Marcello , in questo suo tentativo di ricerca di compensazione, ci propone di interagire con le sue opere, di percepire il confine tra materiale e cerebrale. Un buon motivo per avvicinarci ai suoi fiori, ai suoi interni , ai suoi paesaggi e cercare di... ascoltare la loro voce.

 

Nicola Nuti   ( Barga e Castelvechio pascoli 2007)

Da sempre il paesaggio è il ritratto dell’anima, filtrato attraverso quello che i romantici chiamavano zeitgeist, lo spirito del tempo. - Nell’artista si scorge la comune radice poetica tra parola e immagine dipinta, il trasalimento, lo stupore di fronte al silenzio in cui sono immerse le cose di quotidiana dignità che diventano tutto l’universo; e anche certe analogie, che Bertini sa trovare nella concretezza dei mezzi visivi, per cui risolve ogni suggestione letteraria in immagine formata di linee, colori, forme plastiche.
Pittura densa; pittura senza scampo si direbbe, che scioglie la tensione tra gli spazi con pennellata mossa, dove la case, gli alberi e perfino il cielo vengono quasi tradotti in volumi plastici: Bertini accosta la materia cromatica, organizza compositivamente la pagina, seguendo il filo del racconto degli occhi, senza arzigogoli letterari o giustificazioni teoriche. Pittura per la pittura, incidentalmente in “rotta di coesione” con la “parola” pascoliana a sua volta così pittorica.              

Andrea Mancini  ( San Miniato  Pi - 2016 )

[.. basta guardare alle molte volte che Bertini rappresenta il suo studio: questi vasi di colore che si intersecano, spiegano meglio di tutto,  ciò ho cercato di raccontare. Sta lì, in quei colori, ciò che gli interessa, è come se giocasse con i propri vizi, è una specie di folle che mostra le proprie debolezze. Racconta i turbamenti, nell’odore della trementina, dentro ai barattoli di vernici. Questo rapporto con la scala cromatica si vede in tante tele, ma in particolare nei molti embrici che Bertini ha dipinto. Lì la materia si fa incandescente, quasi che la terra resti ancora a cuocere nelle fornaci. Quei forni che l’uomo per secoli ha usato proprio in questi luoghi, fra Montelupo e la Lastra. C’è un pulsare che resta vivo sotto al colore. Il pennello sembra liberato dalle strette della pittura, per muoversi sulla terra cotta, sulla materia che Bertini torna spesso a scegliere. Non è un caso, tutt’altro, se molte opere sono realizzate  a partire da questo materiale che certo ben rappresenta il lavoro che l’uomo continua a realizzare, nel fuoco dei forni. Questi eccezionali manufatti, con cui un artista, nato proprio in questi luoghi, può tranquillamente lavorare, a volte persino giocare. Vorrei prima di chiudere citare quanto scrive il grande Antonio Paolucci, oggi conservatore dei Musei Vaticani, che ha avuto parole importanti per il nostro pittore: “realtà e poesia – dice Paolucci – binomio classico della pittura del vero. Ma la realtà cosa sarebbe in pittura, senza il soccorso della poesia?”.Marcello Bertini è appunto un poeta, un poeta della realtà. È un artista senza sconti, perché solo un poeta può essere artista: un artista e un poeta del colore.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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