Viaggio a Oriente del maestro Marcello Bertini
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L’artista toscano, ospitato dall’Università di Nanchino dal 20 ottobre al 22 novembre 2015,
ha partecipato al Jinling Artist in Residence Program con permanenze di studio a Nanchino, Shangai e Wuxi
     
 
     
 
     
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Estate 2015, il Maestro Marcello Bertini vince insieme ad altri sei noti artisti toscani un bando di selezione indetto dall’ Università di Nanchino, Cina, dall’Associazione Internazionale per gli scambi Culturali di Nanchino e dalla Regione Toscana.Alla selezione iniziata nel gennaio 2014, (ad opera di una commissione italo cinese, costituita da docenti universitari esperti d’arte), hanno partecipato duecento artisti impegnati nella pittura, scultura, istallazioni e video art, nominati da accademie, scuole d’arte e musei della Toscana (Bertini,  dal Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi). Il premio è un viaggio /soggiorno di un mese a Nanjing ,Nanchino, Cina,( città gemellata con Firenze) con permanenze di studio a Shangai, Wuxi e Pechino. Requisiti principali: unlungo percorso nel campo dell’arte e un forte legame artistico, filosofico e sentimentale con la Toscana e la sua storia.   Il programma  prevede: incontri e convegni, con critici e storici dell’arte, studiosi, artisti locali e docenti universitari; un Master di calligrafia e storia dell’arte cinese; mostre delle  opere degli artisti selezionati in importanti luoghi istituzionali delle città, con numerose esposizioni ufficiali. La prima esposizione dedicata alle opere inviate dall’Italia,  le successive  con le opere realizzate a Nanchino negli studi d’arte. Questi lavori faranno parte del progetto artistico ’Jinling’, che propone agli artisti un riflessione , sulla storia e la cultura locale. In particolare della città di Nanchino che è stata l’antica capitale imperiale cinese, quasi a consolidare il forte legame con la patria del rinascimento, in occasione del cinquantesimo anniversario degli accordi diplomatici fra Italia e Cina.
L’artista di Lastra a Signa e di Gigliola (Montespertoli), insieme ai colleghi selezionati sono stati ospiti della Università di Nanchino , dal 20 ottobre al 24 di Novembre 2015.
Gli artisti   toscani sono partiti da Firenze ,il 20 ottobre scorso e via Francoforte,sono  giunti a Nanchino dopo diciotto ore di volo. Il giorno successivo sono stati ricevutidalle autorità Universitarie, istituzionali e politichecon una calorosa  accoglienza. La  storia dell’arte italiana e i suoi artisti contemporanei godono di grande considerazione in Cina e la materia è studiata nelle scuole e nelle loro Accademie.  Dopo gli incontri con le autorità cinesi e consolari italiane per i saluti di benvenuto gli artistihanno soggiornato in un albergo della citta’ per alcuni giorni. Sono iniziate le visite alla grande metropoli (Quasi quattordici milioni di abitanti)  lo scopo del progetto  “Jinling” è di avvicinare gli artisti alla storia e alla cultura locale in particolare di quella che fu la  capitale dell’ impero cinese, fino dalla fondazione avvenuta nel 1350 ca  ad opera dell’ imperatore Zhu Yuan Zhang il primo della dinastia Ming ( la tomba monumentale è all’interno dello “Zhongshan Mountain National Park” un parco nazionale della città, sito Unesco).   Nanchinoè stata la capitale del sud dell’Impero cinese, con alternanza di dinastie e governi, fino alla sua disfatta avvenuta nel 1937 con il massacro della popolazione e la distruzione della città ad opera dei soldati giapponesi. La conoscenza dell’ambiente e della cultura locale è servita agli artisti toscani,come guida,nel loro viaggio soggiorno in Cina, perpoter lavorare al progetto  “Jinling”, nome antico di Nanchino che significa “colline dorate”, lavorando adopere che facciano parte del contesto e della  cultura della terra che li ospita.
Nei mesi precedenti alla partenza degli artisti toscani sono state selezionate le opere da portare a Nanchino; la commissione era composta da docenti e direttori di musei italiani e cinesi, capeggiati dai Professori Zhou Xian e Andrea Baldini. Le opere portate dall’Italia sono state esposte nella prima mostra dedicata alla pittura italiana e denominata ‘Colorful Tuscany’, tenutasi al Museo Civico di Nanchino, nelle sale del prestigioso ‘Sifang Art Museum’, una pinacoteca fra le più importanti della Cina. Il M. Bertini aveva preparato per questo evento una serie di lavori con tematiche a lui care che potessero rappresentare lo spirito e la bellezza di una terra antica e fascinosa come la Toscana; i colori e la cultura della nostra terra hanno quindi viaggiato insieme al nostro artista e ai suoi colleghi nella lontana Cina. La ‘Colorful Tuscany’ godevadi grande allestimento museale e, nelle sale dedicate alla mostra degli artisti toscani, sono stati esposti grandi stendardi e bandiere ad indicare la città italiana di provenienza di ogni artista, per Bertini la bandiera del Comune di Lastra a Signa,( Comune che ha presentato alle autorità cinesi, tramite Bertini oltre al saluto un invito per una collaborazione diretta futura), foto con biografia in lingua italiana e cinese, un video sull’opera, sugli studi d’arte e luoghi di provenienza di ognuno. Al ‘Fangshan Contemporary Art Camp’, facoltà che ospita alcune scuole d’arte e una Accademia e sono stati messi a disposizione a Bertini e agli altri artisti, studi d’arte e materiali per consentire la realizzazione di nuove opere in loco e di lavorare ‘al Programma’ a stretto contatto con artisti cinesi.

Nel programma, oltre al lavoro di studio, erano previste riunioni, convegni, lezioni di storia dell’arte cinese,  contatti  e  frequentazioni con il mondo artistico e intellettuale locale. La conoscenza dei luoghi, della gente ,delle loro abitudini, hanno continuamente alimentato nei nostri artisti  curiosità e stupore.Per un cittadino europeo abituato alla cultura occidentale, la Cina con la sua storia , cultura e abitudini, è senza dubbio una bella e interessante scoperta.   Più  questo’nuovo mondo’ veniva  visitato e più emergevano le contraddizioni e i paradossi  che sta vivendo questa   società  fatta prevalentemente   da tanti giovani. ‘Quello che appartiene alla vecchia cultura sta lasciando il posto ad  una modernità  evidente, ispirata dalle vie del razionalismo  moderno. L’architettura moderna progetta alti grattacieli  di venticinque , trenta piani, giganti di acciaio e cemento,capolavori di ingegneria ,senza tenere conto di protezioni monumentalie ambientali.  Queste grandi costruzioni, frutto di piani regolatori espansivi, vengono costruiti accantoalle vecchie abitazioni in stile cinesee, in una lotta impari,queste piccole e importanticase rimangono isolate e sommerseda queste enormi strutture. Per i pittori che ne dovevano raccontare artisticamentela storia e il contesto attuale nelle loro opere, è rimasto difficile accumunare diverse realtà ,cogliendone una sua verità storica e culturale.In controtendenza c’è da sottolineare la scelta di conservare  in maniera intelligente dei quartieri tradizionali dove si trova la cultura e la storia della vera Cina, alcuni salvati dalle calamità o dalla malvagità dell’uomo, altri ricostruiti dopo la distruzione della ultima guerra. Questi centri, normalmente affollatissimi, sono meta di turisti cinesi e internazionali; li vi si trovano tante botteghe, dove si vende di tutto, in particolare tanto cibo per tutti i gusti e per tutte le tasche,con vero sfoggio dell’arte della mercanzia cinese.  Nella città di Nanchino e nel suo interland sono presenti tante piante e verde in generale, la cultura locale è maestra nei giardini ,parchi e verde ornamentale.. Come tutte le grandi metropoli anche Nanchino risente di un notevole  inquinamento dell’aria da gas di scarico: è affollata dal  grande traffico delle auto e dagli sciami dei motorini elettrici ma nonostante ciò, rimane una bella ed enorme città ,dai grandi grattacieli moderni, dalle vecchie abitazioni cinesi e coloniali europee. Attraversata da lunghi viali e  palazzi storici , tagliata dal grande e mitico fiume Jiangsu  il corso d’acqua  più lungo della Cina (6500 km) che l’attraversa nella sua  larghezza  dalle montagne del Tibet , fino a Nanchino per  gettarsi nel mar giallo o mare cinese  a Shangai. Nella sola  città di Nanchino e dintorni, sono presenti, centodiciotto fra facoltà e campus universitari, con decine di migliaia di studenti che arrivano da tutto il territorio cinese. A differenza del passato, dai centri di formazione artistica, dalle scuole d’arte e accademie, escono annualmente molti giovani  preparati, molto bravi nelle  tecniche grafiche e pittoriche. Chi di loro  sceglie la libera professionericeve   dal governo sussidi e bonus per l’acquisto dei materiali artistici, inoltre gli  affitti di  studi e laboratori hanno   prezzi molto abbordabili rispetto a quelli occidentali. Ci sono similitudini sulle difficoltà di affermazione e di inserimentodi chi sceglie l’arte come forma di vita: gli artisti cinesi, come quelli toscani, vivono il loro mondo fatto di fantasia creatività ma anche di cruda realtà. Il mondo dell’arte anche a Nanchino e a Shangai come a Pechino e Wuxi, incontra notevoli difficoltà , sia di inserimento che di mercato. La corrente stilistica che va per la maggiore adesso in queste  grandi città, Nanchino e Shangai, Pechino e Wuxi, è il minimalismo cromatico, una sintesi colorale che porta la maggior parte degli artisti a lavorare con  solo il colorebianco  e nero ,escludendo il restante dei colori della tavolozza e lavorando con  tele di grandi dimensioni  .Nei numerosi confronti avuti con i colleghi cinesi attraverso tavole rotonde con discussioni ampie e animate sull’arte italiana, cinese ed europea, é emerso che anche loro considerano il rinascimento italiano, l’anno zero dell’arte mondiale moderna .Da questi incontri sono emerse tante teorie da parte dei colleghi cinesi e i loro insegnanti  per quanto riguarda l’uso dei due soli coloribianco e nero: erano  tecniche molto diffuse in Italia negli anni passati.All’Accademie principali di Nanchino ,Shangai e Pechino, Bertini ha esposto ‘ il suo modo’ di interpretare la pittura, con libri e testimonianze del suo lavoro, attraverso pubblicazioni  inerenti a mostre effettuate in passato, a cura di grandi critici e storici dell’arte italiana, come A. Paolucci, C. Acidini , D. Carlesi U. Fortini, G.Faccenda  ,PF . Listri, GM.Carli , U. Cecchi ,T. Paloscia, L. Geriut, riscutendo ammirazione e complimenti per la nostra cultura aristica.
Gli artisti toscani hanno preso parte ad un Master sulla storia dell’ arte cinese e sulla ‘scrittura’, quella che i cinesi chiamano ‘calligrafia’, che con i suoi belli e sofisticati ideogrammi appartiene alla cultura millenaria della Cina. Il loro modo di rappresentarla su tutti i tipi di materiali (carte ,stoffe ,ceramiche , legno) va oltre il solo significato letterario, creando opere d’arte molto diffuse con le lettere del loro alfabeto,dai significati primitivi e concettuali unici di questa cultura, tramite le quali ognuno di loro  si distingue ed interpreta il non facile contesto ambientale  , storico e culturale in cui è immerso. Negli studi d’arte gli artisti toscani hanno lavorato , alternando visite alle città , ai musei, ai luoghi naturali e agli incontri con l’arte locale, il tutto finalizzato alla ricerca di quei significati e di quella sana ispirazione che porta alla progettazione e realizzazione di una opera nuova e antica come è questa terra, che ne possa rappresentare la sua cultura. Col passare dei giorni sono aumentate le opere prodotte  a Nanchino.Opere concepite da professionisti della pittura che con varie tecniche e linguaggi cercano di rappresentare una terra con i loro significati. Bertini si è trovato a confronto con bravissimi colleghi taluni già incontrati in passato nei circuiti dell’arte regionale e italiana. Tutti sono dei bravi artisti , sensibili e attenti a questa civiltà e alle loro abitudini e con varie tecniche e linguaggi,hanno cercato di rappresentare una terra che ha culture e significati diversi. Le opere prodotte a dagli artisti italiani, a fine programma circa una cinquantina, sono state esposte nelle varie mostre allestite nelle sedi più importanti delle città di Nanchino, Shangai, Wuxi e Pechino; successivamente alcune torneranno in Italia, altre rimarranno in Cina e saranno donate a musei, ambasciate o collezioni pubbliche, in modo che rimanga traccia tangibile del passaggio degli artisti italiani in Cina. Il maestro Bertini ha eseguito una serie di lavori affrontando con grande passione i temi del paesaggio urbano con le grandi differenze architettoniche e culturali con la terra Toscana , con le riserve e le difficoltà che comporta una analisi artistica e sentimentale di un mondo completamente nuovo e diverso al nostro occidentale, un mondo di continui cambiamenti e trasformazioni dal vecchio al nuovo. Un nuovo che letteralmente sta cambiando il volto della città di Nanchino e della futurissima Shangai e Pechino.

Nelle opere prodotte in Cina, Bertini ha rappresentato la storica via Sacra che porta alla tomba del primo imperatore della dinastia Ming, con i loro titanici animali in pietra di  guardia, con dei cammelli in piedi e seduti,  in una veste cromatica di un’autunno trionfale. Fra le altre opere, un Tempio buddista con la sua  religiosa magia e mistero .Gli altri soggetti inerenti a paesaggi urbani, fluviali e le grandi storiche mura della città che hanno fatto di Najining la grande capitale del sud, dell’impero cinese.Il “ Viaggio” nella fascinosa terra cinese del Maestro Bertini e dei suoi colleghi, si è concluso con le ultime mostre e gli incontriistituzionali. Gli  artisti toscani consapevoli della meravigliosa e faticosaavventura, hanno  lasciato con le loro opere una  testimonianza del loro passaggio, e hanno portato  dentro di se   nella loro terra , il ricordo di una importante esperienza , artistica ed umana.
 
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